Kiara Fontanesi: per vincere serve testa e amore

Kiara Fontanesi

 

 

 

Kiara Fontanesi

Capelli lunghi biondi, occhiali da sole, cappellino  Yamaha e unghie colorate di blu.

Così si presenta Kiara Fontanesi , la quattro volte campionessa del mondiale femminile di motocross .

Ho visto Kiara impegnata nella gara la mattina.

L’ho vista  correre, l’ho vista pulirsi di dosso il fango che l’aveva sporcata nei giri di prova.

L’ho vista sorridere e salire in sella alla sua moto come se quello che stava facendo fosse la cosa più naturale del mondo.

L’ho vista raccogliere i lunghi capelli biondi sotto il casco e spingere sull’acceleratore alla partenza.

Stava per disputare la gara di un Mondiale , una gara ancora più sentita perchè in Italia.

Ho visto una guerriera con  un’incredibile forza e tecnica nel domare la moto tra dossi e terreno accidentato.

KIara Fontanesi

 

L’ho vista vincere e dopo l’Inno di Mameli ha sugellato la vittoria con un  selfie.

Nel pomeriggio sono andata a scambiare quattro chiacchiere con lei .

Ho trovato una ragazza apparentemente come tante anche se Kiara Fontanesi , nonostante non si sia affatto montata la testa, una come tante non lo è. Sa di valere e per vincere si deve avere la testa da vincitore. L’ho incontrata circondata dalla sua famiglia, sorridente e divertita e ho stentato a credere che fosse la stessa ragazza che aveva visto sulla moto qualche ora prima.

E’ brava, è bella e per di più sa parlare…Il che non è poco per una ragazza così giovane

 

Come è nata la passione per il motocross?

E’nata sin da bambina. Mio fratello maggiore correva nel minicross. Tutta la famiglia lo seguiva.

Poi un giorno mio padre venne a casa con una Yamaha 50 ed è stato per me amore a prima vista.

A soli 15 anni conquisti un secondo posto in una gara mondiale e nel 2012 diventi la prima donna italiana che conquista il titolo mondiale di motocross e poi di aggiudichi quattro mondiali. Perchè te e non un ‘altra ? 

Prima di tutto andare in moto mi risulta molto naturale e quindi alla base c’è sicuramente un talento che si deve coltivare con la testa, la determinazione e il sacrificio. Ma soprattutto penso che il vero segreto sia amare quello che si fa e divertirsi mentre lo si fa.

Quale dei quattro mondiali vinti ti ricordi con più piacere?

Il primo e l’ultimo…

Cosa pensi quando mancano cinque secondi alla partenza e stai premendo sull’acceleratore?

Non penso a niente ,o meglio, passo in rassegna tutto quello che mi è stato detto dal  mio preparatore atletico e penso a trarre sempre soddisfazione in quello che faccio.

Cosa fai quando non ti alleni?

Difficile dirlo: il motocross assorbe completamente le mie giornate e il tempo per me è sempre poco. Quando posso , cerco di fare cose normali che non riesco mai a fare:vado a trovare le mie cuginette o vado al bar con gli amici.

Sei molto”social” e mi ha stupito molto vederti scattare un selfie sul podio.

Come ti rapporti con i tanti ragazzi che ti seguono?

I social hanno abbattuto molte barriere . Attraverso i social mi sento più vicino alle persone che mi seguono. Vorrei che si capisse che sono una ragazza come tante

Dove ti vedi tra vent’anni?
Oddio vent’anni sono davvero tanti…Ci sono tantissime cose che vorrei fare … Ho una famiglia bellissima che mi sostiene  e mi supporta, mi ritengo davvero fortunata quindi sicuramente una famiglia tutta mia è in programma.

 

Ed è proprio vero, la famiglia c’è e si fa sentire , forse anche questo è merito del successo della giovanissima Kiara.

 

Kiara Fontanesi

 

Ammetto che prima di questa straordinaria esperienza, non conoscevo assolutamente niente del motocross, ancora meno di quello femminile.

Ho scoperto uno sport nobile, corretto e spettacolare. ma la mia vera sorpresa sono state le donne.

Ho sempre creduto che discipline che richiedono molta forza come può essere il motocross rischiassero in qualche modo di minare la femminilità delle sportive.

In realtà ho trovato ragazze giovani , belle  e curate , Kiara Fontanesi  ne è un esempio.

Mi sento di ringraziarle. Mi hanno ricordato la vera essenza delle donne: combattive, testarde e soprattutto , non hanno paura di sporcarsi...

 

Kiara Fontanesi (Parma, 10 marzo 1994), è una pilota motociclistica italiana. Ha conquistato il titolo mondiale femminile di motocross nel 2012, 2013, 2014 e 2015.

È la prima donna a vincere il Campionato mondiale per quattro volte di fila.

 

 

3 commenti su “Kiara Fontanesi: per vincere serve testa e amore

  1. bella storia io come ripeto da anni la prima volta la vidi a malpensa 1999 quel giorno correva cadalora nella 500 2 t lei era piccolina maandava in pista dopocorse nei minicross in emilia romagna e li dissi questa diventa campionessa mondiale femminili aveva 10 o 11 anni. forza chiara

  2. “E’ brava, è bella e per di più sa parlare…Il che non è poco per una ragazza così giovane”
    Ma sul serio? Di un ragazzo avresti mai scritto una cosabdel genere? E ancora….
    “Ho sempre creduto che discipline che richiedono molta forza come può essere il motocross rischiassero in qualche modo di minare la femminilità delle sportive”
    La femminilitá e la mascolinitá non sono prerogative di chi pratica sport e le donne che praticano sport possono anche non concentrarsi su di essa senza per questo essere meno donne o meno atlete.
    Articolo zeppo di luoghi comuni.
    Lei è straordinaria perchè ha vinto 4 mondiali e perchè ne vincerá molti altri.
    È straordinaria perchè è un esempio di come con tenacia e con il supporto giusto anche una donna può competere e vincere in uno sport prevalentemente maschile.
    Punto.
    Ogni volta che commentate un’ atleta chiedetevi se usereste gli stessi aggettivi per un maschio e provate così a capire dove stá l’ errore.

    1. Donnettismo – nonfemminismo: il femminismo è cosa seria ed apprezzabile – da quattro soldi il suo, egregia commentarice Anna. Scrive: “È straordinaria perchè è un esempio di come con tenacia e con il supporto giusto anche una donna può competere e vincere in uno sport prevalentemente maschile”. Frase che non ha senso se ci si informa un po’. Kiara è straordinaria ed è un esempio di tenacia, certo, ma compete e vince nel Mondiale femminile, pertanto in una categoria totalmente femminile.
      Poi cita: “E’ brava, è bella e per di più sa parlare…Il che non è poco per una ragazza così giovane”. Beh, l’articolo l’ha scritto una donna, la quale suppongo rispetti le donne… E’ un dato di fatto poi che ragazze e ragazzi di quell’età, soprattutto se sono atleti professionisti e vivono gran parte della loro giornata allenandosi, in tanti casi hanno difficoltà nell’esprimersi correttamente, a causa di una scuola che peggiora di giorno in giorno e dell’avarizia cognitiva che deriva dall’abuso del web. Pertanto è vero che saper parlare non è poco per una persona così giovane: gli esempi sono tangibili, basta guardarsi intorno. Può valere per lei, come per un ragazzo.
      Dove sta l’errore? L’errore sta nel mettere l’accento su “sta”, come ha fatto lei, ad esempio.

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