Cambiamento.Come affrontarlo: un aiuto dal fratello fuligginoso del diavolo

 

 Cambiamento? Una fiaba

Voglio raccontarvi la storia del “Fratello fuligginoso del diavolo”.

Le fiabe vengono spesso utilizzate in psicologia , psicoterapia e mindfulness perchè,  in modo creativo e fantasioso , fanno emergere qualche lato nascosto di noi.

(Per chi volesse leggerla per intero)

La storia parla di un soldato che, finita la guerra e sulla soglia di un cambiamento radicale della sua vita, vaga solo e senza riferimenti in mezzo ad un bosco.

Qui viene avvicinato da un “omino” che si rivela essere il diavolo in persona, che lo invita a fargli da servitore all’inferno in cambio di protezione, vitto e alloggio.

Il soldato accetta e segue “l’omino” giù all’inferno; qui rimane a lavorare per 7 anni (a pulire e fare fuoco sotto ai pentoloni che consumano le anime dei condannati) .

Trascorsi il 7 anni torna  alla sua vita con una ricompensa che sembra essere solo un sacco di immondizia ma che poi si rivela essere oro puro.

 

Cambiamento : Perchè ci spaventa?

cambiamento ritratto di donna triste

 

Quanti noi sono rimasti incastrati in una relazione non più appagante?

Quanti di noi continuano a fare un lavoro che li deprime giorno dopo giorno?L’avversione al cambiamento è molto comune: affrontare il cambiamento significa affrontare l’ignoto e molto spesso preferiamo  rimanere immobili nella nostra mediocre zona comfort piuttosto che mettersi in gioco.

Ma perchè abbiamo paura di cambiare?

 1. Abbiamo paura di quello che non conosciamo

“Sai quello che lasci, ma non sai quello che trovi”.

Si tratta in realtà di un atteggiamento inconscio  che risale ai primari istinti dell’essere umano: riconosciamo più sicuro ciò che abbiamo in qualche modo sperimentato, mentre quello che non si è mai provato ci rende insicuri ed instabili. .

 2. Non pensiamo di potercela fare

“Non ce la posso fare da solo, è una cosa troppo grande per me”. Guardare gli obiettivi finali spesso ci fa sentire piccoli e impotenti, ma la verità è che a volte quegli obiettivi diventano raggiungibili solo se lasciamo la nostra comfort zone e ci buttiamo a provare qualcosa di nuovo. 

3. Ci sentiamo soli

Quando il cambiamento diventa inevitabile sentiamo il bisogno di essere rassicurati, abbracciati. Anzi, ci farebbe stare meglio che qualcun altro prendesse la decisione al posto nostro.

Sentire il peso della responsabilità legato a una scelta ci fa sentire oppressi. 

4. Ci dimentichiamo di avere sempre scelta

“Se lascio il lavoro , morirò di fame” , “Se lascio il mio fidanzato rimarrò da sola” …

Sono tutte obiezioni comprensibili ma esiste sempre un’altra opzione .Per quanto possa sembrare difficile vederla, c’è. 

5. Ci focalizziamo sugli altri anziché su noi stessi

 6. Ci attacchiamo troppo alle cose

Siamo legati al quotidiano alle abitudini che ci confortano e creano la nostra identità.

Parliamo dell’amore.  Anche quando l’amore finisce, tutto quello rimane dentro di noi è spesso la paura di perdere la persona che condivideva le giornate con noi, è una paura talmente forte che ci paralizza. E  così ,rimaniamo in relazioni tossiche e infelici per anni, perché abbiamo troppa paura di dire addio alla presenza dell’altra persona piuttosto che alla persona stessa.

Ma non dobbiamo permettere che l’attaccamento verso le mura di una casa, un oggetto, un’abitudine, ci impediscano di evolverci. Perché è di questo che si tratta: il cambiamento è evoluzione, non ci sarebbe vita senza cambiamento.

Il cambiamento, anche se difficile, è necessario.

7. Ci dimentichiamo che il cambiamento passa

Cambiamento che ci spaventa: cosa proviamo

cambiamento donna al mare

 

A volte ci sentiamo come bloccati in un tunnel dal quale non riusciamo ad intravedere una via di uscita. Quasi la totalità della volte il nostro senso di impotenza deriva dalla paura di affrontare il cambiamento il nostro successo professionale, la nostra vita di coppia o il nostro benessere personale rimangono bloccati in un tunnel dal quale non riusciamo proprio a intravedere l’uscita.

Il cambiamento porta con sè frustrazione e smarrimento.

I riferimenti noti sembrano non esistere più , ci sentiamo alla deriva, inermi e senza via di uscita. Sappiamo benissimo che in modo o nell’altro, prima o dopo, quel viaggio deve essere affrontato: un bosco fitto e oscuro, che non sappiamo bene dove (e se) ci riporterà verso casa – uno dei motivi ricorrenti, tra l’altro,  di parecchie fiabe tradizionali. Vorremmo tanto che le cose si aggiustassero e che migliorassero da sole ma sappiamo benissimo che la soluzione non cade dal cielo. 

Allora rimandiamo e intanto ci perdiamo: la soluzione potrebbe essere a portata di mano ma non la vediamo.

Contemporaneamente ,la nostra idea di noi stessi viene messa in crisi e noi non sappiamo più bene chi siamo. Anche il tempo diventa instabile: a volte scorre troppo veloce , a volte sembra che non passi mai, ogni minuto lascia un’impronta nel nostro cuore .

Ci vuole tempo e umiltà, per dare il benvenuto al cambiamento

Cambiamento: Cosa può fare la Mindfulness

cambiamento fiore in mano

La Mindfulness ci dà l’occasione di invertire la rotta e decidere di vivere il momento: un momento caotico, che sarebbe umano desiderare finisca presto…
Impariamo l’arte di stare all’inferno dunque, dove scopriamo che il diavolo non è poi così terribile; facciamo il nostro lavoro di pulizia, ogni giorno portiamo fuori un po’ di spazzatura che non serve più, manteniamo in funzione il sistema aggiungendo un po’ di legna al fuoco, stiamo al gioco e lasciamo che il processo faccia il suo corso.

Quando smettiamo di opporci all’indesiderato, smettiamo anche di aspettare che le cose là fuori cambino secondo i nostri desideri. Smettiamo di voler apparire diversi da come siamo (il soldato della storia deve promettere di non lavarsi e non pettinarsi per tutto il tempo che sta all’inferno) e non opponiamo resistenza alle cose così come vanno.

E poi, un giorno, “l’omino” ci dirà che è venuto il momento di tornare in superficie. Ci darà un sacco di spazzatura – l’ultimo – da portar fuori, e ci manderà  nel mondo.

Saremo un pò delusi nel guardare il sacco. Ma, appena saremo fuori ci accorgeremo che non è spazzatura quella che portiamo ma oro, oro puro!
La trasformazione è avvenuta sotto i nostri occhi senza che noi ce ne accorgessimo.

Grazie alla nostra accettazione del tanto temuto “inferno”, si aprirà  un nuovo capitolo della nostra vita.

C’è molto da imparare dalle cose contro cui di solito lottiamo, non appena ci permettiamo di accoglierle.

Elisa

 

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