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Mindfulness

Sorpresa: stupirci ogni giorno come bambini

La pubblicità crea effetti shock, come nelle campagne di Oliviero Toscani per Benetton, e il marketing solletica la curiosità con regali di cui non si conosce il contenuto: la fortuna degli ovetti Kinder è nata con l’idea delle sorpresine.

E a proposito di uova, chi non è disposto a pagare il cioccolato molto più caro del normale, pur di avere il brivido di scoprire che c’è nell’uovo di Pasqua?

 Perchè la nostra mente è così attratta dalla sorpresa?

La nostra mente si costruisce in stretta correlazione con gli altri e in generale con l’ambiente che ci circonda ed è naturalmente predisposta ad accogliere le sorprese cioè le novità inaspettate.

Non pensiate che sia una caratteristica esclusiva dei bambini, anche gli adulti, gradiscono le sorprese. Pensiamo a quando guardiamo un film e a quanto siamo colpiti dal cosiddetto “finale  a sorpresa” e a quanto rimaniamo delusi difronte ad un finale”scontato”.

Sorpresa :Da dove nasce?

La sorpresa è una delle emozioni di base : è considerata un’emozione innata che si riscontra in tutte le culture umane.

Già a tre settimane dalla nascita i bambini reagiscono emotivamente ad una novità: attraverso esperimenti si è scoperto che il battito di cuore di bambini di 21 giorni di vita aumentava sensibilmente quando dopo aver fatto vedere loro una serie di immagini geometriche uguali ne veniva presentata una nuova.

La sorpresa è  una sorta di “filtro” per le altre emozioni.

Tra le emozioni , è quella che dura di meno, solo una frazione di secondo: successivamente si sviluppa una reazione emotiva differente, esito di un’azione cognitiva che valuta lo stimolo nuovo e da cui possono generarsi, per esempio, gioia, rabbia, paura, tristezza.
Chi decide se la sorpresa trovata nell’uovo genererà entusiasmo o delusione?

Un’area del cervello chiamata “Amigdala” che è una zona implicata sia nell’elaborazione delle emozioni che nell’immagazzinare i ricordi, “giudica” la qualità della sorpresa. Questo spiega perchè , con il passare del tempo tendiamo a ricordarci meglio degli eventi emotivamente intensi.

Sorpresa: A cosa serve?

Lo stupore è la molla di ogni scoperta. Infatti, esso è commozione davanti all’irrazionale.

Cesare Pavese

La sorpresa è un’emozione che serve a registrare e a reagire davanti a stimoli e situazioni nuovi: questo, nell’economia dello sviluppo della specie, si è rivelato di primaria importanza.

Ai primordi della specie, ogni sorpresa poteva rivelarsi una minaccia (un predatore) o un’opportunità (una preda).

L’espressione di sorpresa  comprende un rialzarsi delle sopracciglia e uno spalancarsi degli occhi per allargare il campo visivo, e l’apertura della bocca (il “restare a bocca aperta”) per garantire una respirazione profonda e facilitare lo sforzo muscolare in caso di fuga.

La sorpresa, ha quindi ,un’origine biologica, perché aiutava a sopravvivere, ma il nostro cervello è attratto dalle novità anche quando siamo perfettamente al sicuro. È come se fossimo costruiti per essere sorpresi. Tutti noi cerchiamo attivamente le sorprese attraverso la lettura, andando al cinema, scoprendo nuovi locali, raccontandoci barzellette, sognando posti esotici per le vacanze.

Ma attenzione : non dobbiamo esagerare ; come rivelò per primo lo psicologo canadese Donald Hebb: stimoli che si discostano troppo dalle esperienze abituali risultano fastidiosi, perché sovraccaricano le nostre energie psicofisiche e ci stressano.

Sorpresa:

Creare uno spazio per adulti e bambini 

Anche se siamo grandi, abbiamo fatto mille esperienze e siamo presi da impegni e responsabilità, possiamo ( e dobbiamo) stupirci ancora.

Proviamo ad immaginare a quando eravamo bambini , tutto ci suscitava emozione .

Guardiamoci intorno, solleviamo gli occhi dai libri , dalla televisione, dal computer e dal telefono e andiamo alla ricerca dei dettagli che circondano la nostra realtà

Ci sarà sempre qualcosa che non avremo mai visto, come un albero nella strada che facciamo sempre quando torniamo a casa , o il volto di una persona che lavora con noi da anni.

Lo spirito di quel bambino esiste ancora dentro di noi.

Esiste sempre qualcosa per cui valga la pena sorprendersi!

Sorridiamo, respiriamo e godiamo nel sorprenderci dell’incanto della vita che scorre davanti a noi.

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