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Gentilezza : una rivoluzione che parte da noi e raggiunge tutto il mondo (Parte Prima)

Gentilezza: Abbattiamo i muri

Rivolgiamoci agli altri con educazione . accorciamo le distanze , superiamo le diffidenze e veniamoci incontro. In fondo l’umanità è proprio questo. Evitiamo onde di rabbia , frustrazione e negatività persino quando le persone si rivolgono a noi in modo maleducato . Impariamo a coltivare la tolleranza , la serenità : una rivoluzione che prima di tutto comincia da noi e di riflesso migliora il mondo che ci circonda.

 

“Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile” Wayne W. Dyer e ancora Seneca sosteneva ” Ovunque ci sia essere umano , vi è la possibilità di gentilezza” . Francesco Alberoni l’ha definita” Una limpida predisposizione” e il Dalai Lama ha fatto della gentilezza la sua religione. 

La gentilezza è di fatto una scelta . Essere gentili significa prima di tutto avere cura e rispetto di ciò che conta e che fa la differenza tra una vita vissuta in superficie ed una vissuta con consapevolezza.

Significa trattarsi con amore, intrecciare relazioni serene ed appaganti, coltivare l’empatia e il sorriso.

Gentilezza:

Perché esistono i modi sgarbati?

 

Il modo sgarbato di rapportarsi agli altri , rappresenta spesso un meccanismo di fuga e di difesa . E’ come se la società si scindesse in vincenti, che sgomitano per ottenere quello che vogliono senza curasi troppo degli altri, e i perdenti che davanti a tutto ( come ad esempio un successo professionale) preferiscono mantenere la loro gentilezza serenità e amore per il prossimo.

Purtroppo, l’arroganza e l’ignoranza del vivere in società portano ad essere poco gentili. Ma non dimentichiamoci che arroganza e ignoranza nascondono una bassissima dose di autostima: non amando se stessi l’aggressività rimane l’unica forma per affermare la propria identità. Anche l’egocentrismo gioca un ruolo fondamentale : non concependo altro al di fuori di sé ,si frena qualsiasi tipo di meccanismo empatico.

Gentilezza . Il potere del sorriso

Il sorriso ha un potere enorme . Ci permette di entrare in relazione con gli altri.Attraverso il sorriso passiamo dall’egocentrismo  ,all’attenzione verso l’altro facilitando l’instaurazione di un rapporto. Quando sorridiamo l’altro è (quasi sempre) portato a ricambiare, il che crea empatia.

Il sorriso proietta un’immagine di sé di sicurezza e stima, genera più fiducia ed invita gli altri ad avvicinarsi. Quando sorrido, dunque, mi sento più ottimista e posso generare una migliore versione di me, una versione che poi trasferirò -e contagerò- all’esterno.

La risata ha il potere di generare risate negli altri grazie ai “neuroni specchio”. Questi neuroni si incaricano di imitare in modo innato quello che vediamo. Per questo, a volte se sentiamo o vediamo qualcuno colto da un attacco di ilarità, iniziamo a fare lo stesso senza sapere perché, veniamo contagiati dalla sua energia positiva.

Provate a vedere questo bellissimo esperimento nella metropolitana di Berlino

Gentilezza per ridurre i conflitti

Quando pensiamo di aver subito un torto, fermiamoci un attimo a pensare . Fermarsi impedisce che si inneschi un aspirale discendente di pensieri negativi e di reazioni violente ed esagerate. Abituati come siamo oggi a rispondere agli stimoli in maniera immediata, impariamo invece a fermarci e riflettere. Qualche volta perdere tempo , paga.

La gentilezza e l’empatia fanno molto bene alla salute. La gentilezza verso l’altro porta ad essere più felici attivando l’ormone della felicità, la serotonina. 

Mettersi nei panni dell’altro, durante una lite, permette di osservare la situazione sotto altri punti di vista riducendo la conflittualità. In tal modo siamo naturalmente portati ad accettare una soluzione di compromesso tra le parti in gioco. 

Sul luogo di lavoro, dove si sgomita molto per ottenere , la gentilezza è merce molto rara. Tuttavia studi sulla Mindfulness hanno dimostrato che la chiave del successo, sta nell’equilibrio tra carriera e vita privata e la pratica di Mindfulness favorisce questa integrazione che crea benessere diventando “una sorta di coperta protettiva contro lo stress”. “Applicata alla vita professionale, la consapevolezza (Mindfulness) è utile per trovare un significato personale a ciò che si intende per “successo”, per affrontare le novità, da quelle di natura tecnologica a quelle di organizzazione pratica, per una migliore collaborazione con i partner di vita e di lavoro, accettando le diversità e riducendo i conflitti.”(Caroline Welch).

Essere “Mindful” significa poter provare emozioni intense senza però reagire in maniera impulsiva. La regolazione, ovvero la capacità di bilanciare sensazioni, pensieri e percezioni, è il risultato di un processo che inizia con la gentilezza, che si sviluppa inizialmente verso se stessi per poi rivolgersi al mondo esterno, partendo dalle persone intime, per poi passare ai conoscenti, fino ad arrivare agli sconosciuti o alle persone con cui siamo in contrasto.

Gentilezza:

Parte da noi

 

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Come fare ad essere gentile con gli altri se non lo sono con me stessa?

Nel percorso verso la gentilezza dobbiamo partire da un presupposto fondamentale ( che io stessa ho spesso dimenticato):

Siamo Unici

Avere aspettative alte per sé stessi è importante, ci stimola a dare il meglio. Sapersi criticare è necessario. Ma esagerare, come in tutte le cose, è distruttivo

I cattolici dovrebbero saperlo: il “mea culpa” non rende felici.

La dottoressa Neff, professoressa al dipartimento di Psicologia dell’università del Texas,asserisce che l’autocritica serve a dare un senso di sicurezza e controllo, ma è solo un’illusione.

Ecco perché ci vuole più coraggio ad essere gentili con sé stessi, che ad essere severi.

Accettarsi per quello che siamo , portare avanti la nostra unicità significa essere se stessi , avere la possibilità di esprimere le proprie opinioni, senza paura di manifestare le proprie debolezze.

Essere gentile con se stessi significa accettare i propri difetti, cosa non facile in una società che ci orienta sempre più verso la perfezione, e infine ci libera,permettendoci di perdonarci.

 

La gentilezza può farci sentire potenti .

Perché?

Perché è una scelta. 

Non siamo noi a decidere quando il nostro capo ci licenzierà, quando saremo costretti a spendere per qualcosa che non ci piace i soldi che avevamo messo da parte, quando un nostro parente avrà bisogno di noi, quando qualcuno si dimostrerà scortese.

Tra uno stimolo e una risposta c’è uno spazio ed è proprio quello spazio che viene riempito dalla nostra scelta

Se scegliamo di essere gentili ci riappropriamo della nostra umanità .

 

 

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