interdipendenza
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15 Luglio 2018

Interdipendenza e Impermanenza: Mercantia , la Rete di Indra e il Pianista alla Finestra

 

Interdipendenza ed impermanenza sono due concetti buddhisti che da sempre mi hanno affascinato e che oggi sono entrati a far parte del mio essere.

Mercantia mi ha dato la possibilità di rivedere questi concetti e di approfondirli.

Mercantia come vi ho già detto risente molto dell’influsso del Buddhismo di Nicheren Daishonin a me ancora molto caro.

Inderdipenza: Origine dipendente

Con il termine “origine dipendente” ( interdipendenza),nel Buddismo si vuole esprimere il concetto che nessun essere o fenomeno esiste in sé, ma solo in relazione ad altri esseri o fenomeni. Ogni cosa viene a esistere in risposta a cause e condizioni, cioè niente esiste indipendentemente da altre cose, né può manifestarsi in completo isolamento. 

Per spiegare l’origine dipendente, Shakyamuni usò l’immagine di due fasci di canne che si inclinano l’uno contro l’altro per stare eretti: se uno dei due viene rimosso, allora anche l’altro cadrà.

Esiste poi,una bella parabola che testimonia questa  coesistenza armoniosa: «Sospesa sopra la reggia del dio Indra, simbolo delle forze naturali che nutrono e proteggono la vita, vi è una vastissima rete. A ognuno dei suoi nodi è legato un gioiello. Ogni gioiello riflette in sé l’immagine di tutti gli altri, rendendo la rete meravigliosamente luminosa» (cfr D. Ikeda, Proposta di pace 1997, DU, 61, 12).

Interdipendenza e la Rete di Indra

La Rete di Indra è una metafora dell’ interdipendenza di tutti i fenomeni : l’universo  è paragonato ad un’enorme rete che si estende all’infinito in ogni direzione, proteggendo e accudendo la vita nella sua interezza, senza escludere nulla.

Al punto di intersezione di ciascun nodo della rete c’è una lucente gemma, sfaccettata e riflettente. Grazie alle sue molte facce, ciascuna gemma riflette ogni altra, generando una vasta rete di sostegno di tutta l’esistenza.

L’infinito numero di gemme presenti su una rete di tali proporzioni è inimmaginabile, per non parlare degli innumerevoli riflessi in ciascuna gemma. Nessuna gemma esiste senza le altre. Nessuna è a sé stante. Sono tutte ínterdipendenti dalla presenza delle altre. Se ne appare una, appaiono tutte. Se non ne appare una, non ne appare nessuna. Se comparisse un puntino nero su una qualunque delle gemme, comparirebbe su tutte.

La rete di Indra è un’irnmagine efficace per descrivere l’incessante, libera compenetrazione e mutua interdipendenza di tutto quanto esiste.

Ogni azione, ogni parola, ogni pensiero (ricordi, desideri, paure, bisogni, frustrazioni, felicità, o benessere) produce effetti a catena nell’universo.

Niente e nessuno resta escluso da questa mutua risonanza, dalla globale interazione. Quando si compie un’azione che fa bene a se stessi, si fa del bene al mondo.

Chiaramente le differenze individuali danno luogo alle innumerevoli varietà della vita. Anche se noi in quanto esseri umani abbiamo in comune il novantanove per cento dei geni, il restante uno per cento è sufficiente a determinare le differenze individuali che vengono poi plasmate da ereditarietà, cultura, società, educazione, e via dicendo.

Quindi, se da un lato siamo individui, dall’altro siamo soltanto parte di un quadro più vasto e non siamo l’intero: l’io è completamente autonomo, eppure esiste solo in risonanza con tutti gli altri ‘io’.

L’esistenza può divenire piena di significato solo  attraverso le relazioni con gli altri, e che la nostra identità si può così sviluppare e migliorare. Come nella rete di Indra, dove ogni gioiello diventa più luminoso riflettendo la luce degli altri, anche la nostra vita può arricchirsi e diventare luminosa comprendendo e rispettando le altre esistenze.

Interdipendenza a Mercantia

A Mercantia, Federico Melani , in Via Costarella a Certaldo Alta cura l’istallazione della Rete di Indra.

L’istallazione fa parte dell’idea artistica di Mercantia in cui le due anime della fesrta: arte e artigianato si incontrano.

Quest’anno tutto è ispirato al tema :”Tra terra e Cielo”

Gli uccelli, gli angeli, le scale, gli specchi.

Uccelli proiettati verso il cielo, uccelli sospesi in una danza perfetta, angeli appena intravisti, angeli pronti per spiccare il volo, scale immacolate per salire verso l’ “alto”.

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In un vicolo stretto, ripido ed estremamente suggestivo di un borgo medievale, una intelaiatura traslucente forma una rete alla quale sono appese gemme ricoperte di specchi.Candide scale bianche appese ai muri simboleggiano un tramite tra la terra e il cielo.

“L’universo è come una grande rete che si estende all’infinito in ogni direzione. Al punto di intersezione di ogni nodo c’è una gemma riflettente. Ogni gemma riflette nell’altra. Nessuna gemma esiste senza le altre.

Ognuna è interdipendente dalla presenza di tutte le altre”

Esattamente come una sinfonia : una nota singola è un suono , note che si uniscono e che vivono interconnesse le une con le altre creano una sinfonia che ti tocca l’anima, che ti fa viaggiare, piangere , ridere , ricordare…

Impermanenza e il pianista alla finestra

 

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 Filippo Marcori ci invita a casa sua e ci racconta la sua vita tra An-dro, che ho scoperto essere una danza francese originaria della Bretagna , e lui, il pianista alla finestra che suonava in un piccolo borgo medioevale dando le spalle ad una finestra aperta.

“Siamo strumenti che emanano vibrazioni e se prestiamo attenzione possiamo sentire suoni mai sentiti e ci accorgeremo che tutto è suono che tutto è vibrazione.”

Ci chiede tre note do sol la ; spegne le luci e comincia a suonare.

Chiudo gli occhi e viaggio, viaggio con lui e mi porta nel suo mondo perché suonare non è leggere uno spartito ,suonare è raccontare .

Esattamente come nel Monologo Novecento di Baricco, a cui Filippo Marcori si sente molto vicino:

Lo era davvero, il più grande. Noi suonavamo musica, lui era qualcosa di diverso. lui suonava. Non esisteva quella roba , prima che suonasse lui , okay? Non c’era da nessuna parte . E quando lui si alzava dal piano , non c’era più. E non c’era più per sempre.

E in quel momento viene creato qualcosa di unico che nasce solo in quel preciso istante , solo in quelle circostanze ,solo con quelle persone che raccontano insieme una storia attraverso le note.

Filippo Marcori ci dà la possibilità di condividere con lui uno spazio , un tempo e un’arte che diventa percezione , sensazione  e racconto , ma che finisce lì ,che non si potrà ripetere di nuovo allo stesso modo e uguale a se stessa .

Lui farà nuovamente il suo spettacolo ,ma con altre persone, con altre percezioni ,con altre sensibilità, con altre note …e allora quel momento che abbiamo vissuto è irripetibile ed unico , perché quella melodia non  potrà ripetersi.

Tutto questo mi ha fatto pensare all’impermanenza dei fenomeni .

Niente rimane uguale per due momenti consecutivi. Eraclito sosteneva che non possiamo mai bagnarci due volte nello stesso fiume. Confucio, osservando la corrente, disse: “Scorre incessantemente, giorno e notte”. Il Buddha ci ha esortato a non limitarci a parlare dell’impermanenza, ma ad usarla come strumento per aiutarci a penetrare profondamente nella realtà e ottenere una visione interiore liberatoria.

Se guardi a fondo dentro all’impermanenza, farai del tuo meglio per rendere ogni momento prezioso .

Consapevole dell’impermanenza, diventi positivo, amorevole e saggio. Impermanenza significa “buone nuove”. Senza impermanenza, nulla sarebbe possibile. Con l’impermanenza, ogni porta è lasciata aperta per il cambiamento. 

 

L’imparmenenza non deve spaventarci, l’impermanenza deve stimolarci a fare  del nostro meglio, in ogni momento ,perché ogni istante della nostra vita è diverso dal precedente e dal successivo, Ogni secondo è utile, fondamentale ed unico . L’impermanenza ci porta verso il cambiamento verso la scelta ed infine verso alla libertà.

L’impermanenza è uno strumento per la nostra liberazione.

(Thich Nhat Hanh)

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