parole
Mindfulness

Parole: una lama che ferisce o un balsamo che lenisce.

Parole come : per favore, grazie, ho sbagliato …sono carezze e mani tese verso l’esterno. Parole come  non vali niente, non capisci nulla, con te è tempo perso ,  alzano muri e creano distanze.

Ci sono poi le parole non dette, quelle che ci teniamo dentro per insicurezza , superficialità, noncuranza o paura delle conseguenze.

Le parole , giuste al momento giusto sono fondamentali per il nostro equilibrio , la nostra crescita e le nostre relazioni.

“Noi diventiamo le parole che ascoltiamo”

( George Ivanovich Gurdjieff)

 Cosa potrebbe  accederci se costantemente ascoltassimo parole negative , cariche di odio che anziché favorire il confronto alimentassero il conflitto?

Come potremmo sentirci ,se non ricevessimo mai parole come scusa, per favore, grazie?

Da  neonati il nostro nutrimento avviene grazie al contatto fisico, ma quando cresciamo sono le parole, il nostro sostentamento.

Le parole possono essere una lama che ferisce o un balsamo che lenisce.

Avete mai fatto caso a quando litighiamo con qualcuno?

Tendiamo sempre a dire parole spiacevoli . Sono dette d’impulso , sulla scia del momento ma se reiterate nel tempo lasciano traccia, una traccia indelebile. Le parole devono essere scelte con cura , sempre. 

Le parole che fanno davvero bene sono quelle alimentate dall’energia della sincerità . Se il nostro scopo è fare del bene, le nostre parole saranno piene di energia benefica e riusciranno nell’intento . Altrimenti anche le parole più belle, quelle scritte ad arte  avranno sempre una loro parte oscura risultando false. 

Parole buone: Ho provato a  dirle 

Recentemente ho provato a rispolverare tutte quelle parole buone che troppo spesso vengono dimenticate perché ,erroneamente, considerate superflue. 

Ho provato oltre a dire  grazie e prego e per favore , a mettere a tacere l’aggressività che spesso rivolgo a chi mi sta accanto quando sono sotto stress. Ad esempio  quando i miei figli fanno i capricci per andare a letto anziché urlare e minacciare con frasi del tipo” Se non andate a letto domani non guardate la televisione ” . Ho imparato a dire ” Se andate a letto , domani vi sveglierete prima e avrete più tempo per fare quello che volete ” . 

Ho anche imparato a non tacere . Avete presente quando qualcosa proprio non ci sta bene e stiamo zitte tenedoci tutto dentro , per poi scoppiare alla prima scintilla con frasi e parole traboccanti di aggressività? Io l’ho fatto spesso. 

Devo dire che se all’inizio può sembrare un pochino difficile utilizzare parole gentili e comprensive in momenti in cui invece urleresti , con il tempo si rivela una strategia vincente . Le parole svuotate della loro carica negativa , smorzano le tensioni distendendo gli animi.

Parola magica: Il silenzio

C’è una parola che evoca subito senso di pace , liberazione, riflessione intima:silenzio
Spesso abbiamo la certezza che parlare in modo compulsivo a noi stessi e agli altri , sia l’unico modo per essere accettati e risolvere i problemi. La verità è che siamo terrorizzati dal silenzio. Molto spesso, continuare a parlare aumenta il disagio .

Il silenzio invece aiuta a staccare la spina , a sospendere l’attenzione ossessiva al problema , attivando nel cervello un processo chimico di autoguarigione .

Parole : Scriverle ci guarisce

La scrittura aumenta la produzione di linfociti T-Helper, che aiutano a sviluppare le difese immunitarie , abbassa i livelli di ansia, riduce la somatizzazione degli stati d’animo negativi e aumenta la nostra autostima. 

La scrittura per  dirla come il Dottor James W. Pennebaker , dà un senso al nostro vissuto: scrivere fornisce al vissuto una struttura linguistica che aiuta a mettere meglio a fuoco , luoghi, persone , storie …La scrittura ci obbliga a mettere nero su bianco i pensieri e le emozioni , diventando un ottimo alleato per buttar fuori il nostro dolore: su carta i problemi assumono una forma ben precisa , si possono guardare in faccia e da lì trovare una soluzione. 

 

 

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