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Io in ultima fila

Diario:un rifugio per sempre ,anche se violato

Ho sempre scritto …da quando ero bambina. 

Non so perchè…Forse mi sentivo tanto sola .

Non parlavo  di me . All’inizio il mio diario era una raccolta di racconti , mondi, persone , avventure …Io mi chiudevo lì in quel mio universo ovattato  ed andavo,  andavo lontano.

Ho sempre voluto andar lontano.

Poi man mano che sono cresciuta il mio mondo  ha cominciato a cambiare colore , i miei scenari fantastici rapidamente sono stati sostituiti dalla realtà che era già difficile e incomprensibile per me.

Quando cominci a crescere ci sono cose che non ti spieghi, domande che vorresti fare ma che non fai,un pò perchè ti vergogni, un pò perchè non ti fidi e il diario, in modo del tutto naturale ,diventa  quell’amico immaginario a cui puoi raccontare tutto ma che ,purtroppo non ti dà risposte.

Se rileggo quello che scrivevo ho un misto di tenerezza , comprensione e dolore…

Si, dolore, perchè alla fine ero una bambina sola.

Non sono mai stata educata all’amicizia. I miei genitori non avevvano amici e io sono cresciuta con una specie di diffidenza nei confronti delle mie amiche, diffidenza che  mi porto ancora dietro.

Il diario era la mia amica : mi ascoltava, mi lasciava sola quando volevo , non pretendeva telefonate ma sopattutto non giudicava e non tradiva alle spalle. 

 

Crescendo il diario ha continuato ad essere presente nella mia vita ,ma ho cominciato ad usarlo solo per sfogarmi per raccontare le cose brutte che mi erano capitate quasi a lanciare un grido di dolore quasi a urlare a squarciagola

” Io ci sono” …

Si io c’ero , ma sembrava che non mi vedessero. E proprio perchè ero una bambina e poi una ragazzina “strana “( il diverso fa sempre paura) e “non mi capivano” ,tutti ,ma proprio tutti si sono sentiti autorizzati a leggere quello che scrivevo.

Il mio unico luogo di autenticità era violato.

Prima dai miei genitori con la scusa ” Non sappiamo cosa ti sta succedendo” …come  se questo giustificasse tutto…

Leggevano e non mi dicevano niente. Facevano finta che tutto andasse bene per poi scoppiare e rinfacciarmi tutto alla prima occasione. E così io vivevo le mie giornate scrutando qualsiasi cambio di atteggiamento  per capire se avevano letto o no.

Da sposata ho scritto, ho scritto tanto ,perchè lì si,che ero sola e fidandomi ho lasciato tutto in giro. Il risultato di questa  fiducia è stato che il mio ex marito( speriamo presto) si è permesso di usare tutto il dolore che avevo scritto contro di me “ nelle opportune sedi civili e penali” ( così ha detto).

E così la mia vita ha girato di mano in mano senza alcun rispetto …

Allora ho deciso di smettere ma poi ,una bruttissima relazione mi ha obbligato a rifugiarmi  di nuovo da lui , dal mio diario ,dal mio amico che mai mi ha tradito a differenza di altri. Ma anche lì tutto è stato letto, tutto passato al setaccio tutto violato.

Ma questa è solo una parte della storia . 

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Oggi  continuo a tenere il mio diario, ma lo nascondo più , non mi vergogno più di me , non mi sento più strana e soprattutto non sono più sola . Esiste un modo sano di rispettare ,anche attraverso un diario.

Continuerò a scrivere il mio diario .

Un diario ci fa vivere l’esperienza in modo diverso, facendoci drizzare le antenne, rendendoci più partecipi alla meraviglia o all’orrore.

In un diario c’è quello che hai pensato, prima di affrontare quella sfida, e che adesso puoi rileggere in modo completamente diverso, sapendo come l’hai affrontata.

In un diario sono descritte le emozioni che hai provato, quella volta che ti sei sentita tradita. E quella volta che ti sei sentita una stupida. E quell’altra che, dopo esserti detta mille volte che non ce l’avresti fatta, invece ce l’hai fatta.

In un vecchio diario ritrovi il buio di quel buco in cui ti eri infilata.

E la luce del sorriso della persona che da lì ti ha salvata.

Ed eccoli i motivi per cui  continuo a scrivere il mio diario, nonostante tutto. 

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