Bambini e separazione: una guerra che li danneggia

Bambini e separazione.

I bambini sono sicuramente le  prime vittime di una separazione, anche nelle situazioni meno conflittuali. 

Accade molto spesso che nelle separazioni, la mamma e il papà , rimangano rancorosi . Il focus dell’attenzione si sposta così , dal benesssere del figlio, a una specie di atto di forza tra genitori . A volte ci si limita a  voler essere un genitore migliore dell’altro, altre volte, purtroppo molto più di frequente, si getta discredito sull’altro,alimentando così tensioni e sofferenze che pagheranno soprattutto i bambini.

Così facendo,si perde di vista un elemento  fondamentale:

i bambini staranno bene e  accetteranno , senza ripercussioni negative una separazione ,solo se viene fornita loro un’immagine collaborativa, pacifica di entrambi i genitori.

In questo caso , più di mille spiegazioni, contano i fatti: un rapporto sereno tra le due principali figure di riferimento è fondamentale. Attenzione :questo non significa che i genitori debbano per forza volersi ancora bene :situazioni idilliache come questa capitano molto di rado . I bambini sono più intelligenti di quanto pensiamo, sanno benissimo che i genitori non torneranno insieme e lo accetteranno ancora più facilmente se respireranno aria di pace e serenità.

Perchè vi racconto tutto questo?

Rappresento un caso emblematico di genitori in guerra. Ho trascorso otto anni infernali nel tentativo di avere un rapporto pacifico con il papà dei miei bambini. Le parole,gli interventi a favore dell’infanzia, le decisioni delle varie Corti, sono utilissimi costrutti teorici se poi non vengono applicati nei casi specifici. Gli opertori sono oberati di lavoro e la maggior parte delle volte non hanno la possibilità di analizzare tutti i risvolti di una vicenda.

Da mamma sono profondamente amareggiata per aver inutilmente impiegato otto anni della mia vita , nel tentativo di rendere i miei figli sereni in una battaglia legale, nella quale gli unici ad esserre usati sono proprio loro, loro che dovrebbero essere lasciati fuori e tutelati  sopra ad ogni cosa.

Non ho mai voluto la guerrra ed ho sempre acconsentito a tutto nella speranza di ottenere un qualche tipo di equilibrio

( Forse è proprio per questo che mi trovo in questa situazione) .

E’  deprimente vedere due persone che si sono sposate hanno avuto due figli, e che presumibilmente hanno passato dei momenti  indimenticabili insieme, insultarsi, urlarsi contro e odiarsi. Io non volevo tutto questo. Volevo solo che i miei figli potessero beneficiare del meglio che ciascun genitore avrebbe potuto dare loro.

Ma forse sono troppo avanti …

A chi di voi è separato divorziato o sta per farlo, vi prego, pensate ai vostri figli, lasciate da parte il rancore , la gelosia , la rabbia. Non servono a niente anzi vi corrodono. Dimostrate l’amore ai vostri filgli non a parole ma con i fatti, date loro un esempio di maturità e civiltà.

 

Separazione e bigenitorialità:Un passo avanti verso il vero benessere  dei bambini

bambini

La Suprema Corte è tornata con forza sul principio di bigenitorialità, giungendo al superamento del criterio della maternal preference: non basta un incontro tra padre e figlio ogni 15 giorni durante il fine settimana, perché i figli hanno il diritto a frequentare il genitore con cui non vivono prevalentemente anche nel corso dellasettimana(ordinanza 9764 dell’8 aprile 2019).

E infatti, non c’è niente di più intenso e indissolubile del rapporto tra un genitore e un figlio. Per questo, quando una coppia si separa, i figli hanno il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori. Non è una novità, questa. Lo afferma già da molti anni la legge (codice civile, art. 337-ter). Ma nella pratica questa norma viene a volte disattesa. Per tale ragione ai Giudici tocca talora intervenire per riaffermarne l’importanza.

Ecco qualche esempio

Nel 2013 l’Italia venne condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per non avere predisposto un sistema adeguato a tutelare il diritto inviolabile del genitore – quasi sempre il padre separato, ma purrtroopo accade anche nel caso della mamma – di mantenere un rapporto significativo col figlio (CEDU, sez. II, sentenza del 29.1.2013, Affaire Lombardo c/ Italia). Tutto ciò ha portato  tutti gli operatori del settore – giudici, avvocati, consulenti tecnici, mediatori e servizi sociali – a prestare maggiore attenzione nel  garantire l’applicazione effettiva del principio di bigenitorialità.

Nel 2015 il Tribunale di Milano confermòl’affidamento condiviso dei figli minori anche in caso di infedeltà coniugale. La fine della relazione di coppia tra due coniugi non gha niente a che fare con al capacità genitoriale. Le due sfere devono obbligatoriamente rimanere separate.  (ordinanza 9.7.2015, Giudice Buffone).

 A gennaio 2019 il Tribunale per i Minorenni di Caltanisetta ha stabilito che un padre detenuto, condannato alla pena accessoria della sospensione della responsabilità genitoriale, non deve decadere automaticamente dalla responsabilità genitoriale salvo che ciò sia contrario all’interesse del minore, perché il figlio ha diritto a mantenere rapporti significativi e continuativi con ciascuno dei genitori anche nel caso in cui uno di essi si trovi in carcere (decreto 15-19 gennaio 2019). Pronuncia che riposa sui princìpi dell’art. 315-bis del codice civile, ma anche sulla base della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea(art. 24) e della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989 (art. 9).

Separazione : La Carta dei diritti dei bambini

La Carta dei diritto dei bambini  è frutto del lavoro  di esperti legali, psicologici, sociologi  e di una commissione di giovani creata appositamente dal Garante .

Si tratta di un documento che definisce dieci punti fermi, ispirati alla convenzione di New York, ai quali i genitori dovranno cercare di aderire e che verrà mandato a consultori, avvocati,  ordini professionali,  agenzie educative  ( La puoi scaricare qui).

“I bambini e i ragazzi hanno diritto a preservare le relazioni familiari, a non esser separati dai genitori, a mantenere rapporti regolari e frequenti con tutti e due e, soprattutto, a essere ascoltati sulle questioni che li riguardano” riassume Filomena Albano.

E’ sicuramente un decalogo importante, difficile da attuare anche per le coppie non conflittuali.  Nonostante questo , rappresenta un decisivo passo verso la serenità delle nuove generazioni.
 

La Carta dei diritti dei bambini

 

bambini

I figli hanno il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di mantenere i loro affetti

I figli hanno il diritto di essere liberi di continuare a voler bene ad entrambi i genitori, hanno il diritto di manifestare il loro amore senza paura di ferire o di offendere l’uno o l’altro. I figli hanno il diritto di conservare intatti i loro affetti, di restare uniti ai fratelli, di mantenere inalterata la relazione con i nonni, di continuare a frequentare i parenti di entrambi i rami genitoriali e gli amici.
L’amore non si misura con il tempo ma con la cura e l’attenzione.

I figli hanno il diritto di continuare ad essere figli e di vivere la loro età

I figli hanno il diritto alla spensieratezza e alla leggerezza, hanno il diritto di non essere travolti dalla sofferenza degli adulti. I figli hanno il diritto di non essere trattati come adulti, di non diventare i confidenti o gli amici dei loro genitori, di non doverli sostenere o consolare. I figli hanno il diritto di sentirsi protetti e rassicurati, confortati e sostenuti dai loro genitori nell’affrontare i cambiamenti della separazione.

I figli hanno il diritto di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori

I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nella decisione della separazione e di essere informati da entrambi i genitori, in modo adeguato alla loro età e maturità, senza essere caricati di responsabilità o colpe, senza essere messi a conoscenza di informazioni che possano influenzare negativamente il rapporto con uno o entrambi i genitori. Hanno il diritto di non subire la separazione come un fulmine, né di essere inondati dalle incertezze e dalle emozioni dei genitori. Hanno il diritto di essere accompagnati dai genitori a comprendere e a vivere il passaggio ad una nuova fase familiare

I figli hanno il diritto di essere ascoltati e di esprimere i loro sentimenti

I figli hanno il diritto di essere ascoltati prima di tutto dai genitori, insieme, in famiglia. I figli hanno il diritto di poter parlare sentendosi accolti e rispettati, senza essere giudicati. I figli hanno il diritto di essere arrabbiati, tristi, di stare male, di avere paura e di avere incertezze, senza sentirsi dire che “va tutto bene”. Anche nelle separazioni più serene i figli possono provare questi sentimenti e hanno il diritto di esprimerli.  

I figli hanno il diritto di non subire pressioni da parte dei genitori e dei parenti

I figli hanno il diritto di non essere strumentalizzati, di non essere messaggeri di comunicazioni e richieste esplicite o implicite rivolte all’altro genitore. I figli hanno il diritto di non essere indotti a mentire e di non essere coinvolti nelle menzogne.

I figli hanno il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori

I figli hanno il diritto che le scelte più importanti su residenza, educazione, istruzione e salute continuino ad essere prese da entrambi i genitori di comune accordo, nel rispetto della continuità delle loro abitudini. I figli hanno il diritto che eventuali cambiamenti tengano conto delle loro esigenze affettive e relazionali.

I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nei conflitti tra genitori

I figli hanno il diritto di non assistere e di non subire i conflitti tra genitori, di non essere costretti a prendere le parti dell’uno o dell’altro, di non dover scegliere tra loro. I figli hanno il diritto di non essere costretti a schierarsi con uno o con l’altro genitore e con le rispettive famiglie.
 

I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi

I figli hanno bisogno di tempo per elaborare la separazione, per comprendere la nuova situazione, per adattarsi a vivere nel diverso equilibrio familiare. I figli hanno bisogno di tempo per abituarsi ai cambiamenti, per accettare i nuovi fratelli, i nuovi partner e le loro famiglie. Hanno il diritto di essere rassicurati rispetto alla paura di perdere l’affetto di uno o di entrambi i genitori, o di essere posti in secondo piano rispetto ai nuovi legami dei genitori

I figli hanno il diritto di essere preservati dalle questioni economiche

I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nelle decisioni economiche e che entrambi i genitori contribuiscano adeguatamente alle loro necessità. I figli hanno il diritto di non sentire il peso del disagio economico del nuovo equilibrio familiare, e di non subire ingiustificati cambiamenti del tenore e dello stile di vita familiare, di non vivere forme di violenza economica da parte di un genitore.

I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano

I figli hanno il diritto di essere ascoltati, ma le decisioni devono essere assunte dai genitori o, in caso di disaccordo, dal giudice. I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni prese, in particolare quando divergenti rispetto alle loro richieste e ai desideri manifestati. Il figlio ha il diritto di ricevere spiegazioni non contrastanti da parte dei genitori.

 

Ricordate : dipende solo da noi .

P.S.: Se vi va raccontatemi le vostre esperienze. Saranno comunque utili per tutti.

Grazie 

elisa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *