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Metta : la gentilezza che parte dall’amore per noi stessi(“La gentilezza”Parte II)

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Metta : la gentilezza che parte dall’amore per noi stessi(“La gentilezza”Parte II)

Elisa Zoe 19 Giugno 2019

Metta bhavana o meditazione della gentilezza amorevole è essenzialmente un mezzo per riuscire a coltivare l’amore e la gentilezza nella maniera più pura e disinteressata possibile.

E’ nata come tecnica per sviluppare l’amore incondizionato e la benevolenza, partendo da noi stessi per poi espandere il concetto al mondo intero.

Il termine mettā (maitrī in sanscrito) significa “benevolenza” o “gentilezza” nella lingua Pali. Il vocabolo si trova con questa accezione nella letteratura vedica e viene citato nei testi buddisti come concetto e pratica di primaria importanza.

Secondo il Buddhismo si tratta di un Brahma-vihara (dimora divina) ed è una virtù che porta ad uno stato meditativo in grado di contrastare la negatività generata dai nostri stessi pensieri. Rimuove la nostra aderenza ad uno stato d’animo negativo e di chiusura, coltivando la gentilezza verso tutti gli esseri del creato.

Lo stato mentale in completa opposizione a metta è l’odio o la malevolenza.

I benefici della Gentilezza Amorevole

La Gentilezza Amorevole o metta è amore incondizionato, puro, inclusivo e praticato con saggezza. Le caratteristiche principali di questo sentimento sono due:

  • L’assenza di condizioni: l’amore non dipende dal merito, non è limitato ai famigliari e agli amici e non è dedicato solo a chi soddisfa determinati requisiti.
  • L’assenza di aspettative: dall’amore incondizionato non ci si deve aspettare nulla, e non si ama mai allo scopo di essere ricambiati nel sentimento.

 E’questo  l’amore ideale, puro, che la meditazione della gentilezza amorevole mira a risvegliare in noi. Per quanto possa sembrare un concetto utopico e contrario alla nostra natura umana, è qualcosa a cui tutti noi siamo naturalmente predisposti. Praticare la meditazione metta non fa altro che aiutarci a portare in superficie questo potenziale quasi sempre soffocato dai dettami della società e dal pensiero negativo.

Gli insegnamenti della tradizione buddhista elencano i benefici di questa pratica:

  • dormire bene,
  • svegliarsi al mattino sentendosi bene e con il cuore leggero,
  • non fare sogni spiacevoli,
  • le persone ci vogliono bene e noi ci sentiamo a nostro agio con loro, specialmente con i bambini,
  • essere gentili verso gli animali,
  • essere sostenuti e protetti da dei e dee,
  • essere protetti dal fuoco, dal veleno e dalla spada,
  • essere in grado di raggiungere facilmente la concentrazione meditativa,
  • il viso diventa luminoso e chiaro,
  • si ha chiarezza mentale al momento della morte,
  • si rinasce nel paradiso di Brahma

(Nhat Hanh, 1997).

 

Metta : Come raggiungerla.

Metta è un atto di fede prima di tutto verso la propria anima, la più alta manifestazione della verità su chi sentiamo di essere in quell’esatto momento.

Se sono pieno di impurità mentali allora il mio tentativo di mandare amore e compassione verso il mondo sarà un tentativo inutile, mentre al contrario la volontà di riconoscerlo con umiltà, risulterebbe di grande effetto e beneficio.
La nostra abituale attività mentale ci spinge a metterci al centro dell’Universo come se la nostra sofferenza fosse l’unica ad avere senso.

In verità la sofferenza si percepisce in ogni essere vivente, in essa si manifesta la nobile verità che il Buddha con assoluta compassione ha voluto farci vedere. Riconoscere la sofferenza in ogni essere è la base di una intensa presenza di Metta dentro di noi; liberandoci in questo modo dalla rete di condizionamenti inflitta dall’identificazione con l’io.

Il primo passo quindi,  è cominciare amando noi stessi, perché se non abbiamo una misura di questo amore incondizionato nell’accettazione del nostro Io sarà difficile (se non impossibile) estenderlo ad altri.

Amarci ed accettarci nella nostra interezza è il primo passo per sperimentare i benefici di questo amore.
Poi includiamo altre persone che sono speciali per noi (ad esempio amici, famigliari, il nostro partner) e, come ultimo traguardo, tutte le cose viventi. Gradualmente, sia la frase di visualizzazione che di meditazione si fondono sull’esperienza reale generando la sensazione di amorevole benevolenza che stiamo cercando.

Metta: Come praticarla

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 Metta è  una meditazione di cura, preoccupazione, tenerezza e amicizia, che risveglia una sensazione di amore verso noi stessi e gli altri.

Vediamo ora come eseguirla passo passo.

Il processo meditativo della gentilezza amorevole inizia rompendo le barriere interne che ci separano da noi stessi, per poi proseguire espandendo l’attenzione sul resto dell’universo.
Ecco di seguito i passi per praticarla:

  1. Assumi una postura molto confortevole. Uno degli obiettivi di questa meditazione è quello di sentirsi bene, per cui anche la postura deve riflettere questa necessità: ti consiglio in questo senso la posizione del mezzo loto.
  2. Comincia a focalizzare la tua attenzione attorno al plesso solare, nella zona del petto. Inspira ed espira profondamente concentrandoti su quella zona, come se stessi incanalando l’aria al centro del cuore e come se tutto il tuo processo di respirazione avvenisse in quella zona, purificando l’aria. Tutta la tua consapevolezza deve essere concentrata attorno al cuore.
  3. Continua ad inspirare ed espirare profondamente finché non inizi a sentire un caloresprigionarsi dal centro del tuo petto. Indirizza questo calore verso tutto il tuo corpo e la tua mente, percependo tutti i blocchi emotivi e gli intorpidimenti che ti impediscono di lasciarti andare all’amore.
  4. Ora cerca di liberare la mente da queste catene attraverso l’energia che stai incanalando nel tuo cuore: apriti alla possibilità di sprigionare un amore senza limiti che brilli di luce propria. Sorridi mentre senti che questa luce calda irradiarsi dal tuo petto.
  5. Continuando ad inspirare ed espirare, scegli una tra queste frasi da ripetere a bassa voce oppure nella tua testa:

Possa io essere libero da tutti i pericoli interni ed esterni. Possa essere al sicuro e protetto.
Possa io essere libero dalle catene mentali.
Possa io essere felice.
Possa io essere libero da dolore fisico e sofferenza.
Possa io essere sano e forte.
Possa io vivere in questo mondo felicemente, in pace, con gioia, con facilità.

Dopo aver ripetuto la frase per un numero sufficiente di volte da sentirti pieno d’amore verso te stesso, inizia gentilmente a materializzare nella tua testa l’immagine di una persona che ti ispira una sensazione di pura benignità incondizionata. La prima persona che viene in mente in questo frangente è solitamente qualcuno che consideriamo un mentore, un benefattore, un anziano. Potrebbe essere un genitore, il nonno, un insegnante, qualcuno verso il quale non ci si deve sforzare di sentire il rispetto e la riverenza, qualcuno che immediatamente suscita una sensazione di dolcezza. Ripeti la frase che hai scelto per questa persona: “Possa lui/lei essere libero/a…”.

Dopo aver sentito un forte amore incondizionato verso il tuo mentore, sposta ora la tua attenzione verso una persona che consideri un caro amico e ripeti la frase di nuovo, sempre trasmettendo la tua energia attraverso il cuore con la respirazione e tramutandola in amore verso questa persona.

A questo punto dovrai iniziare a pensare ad una persona che ti è neutrale, verso la quale non provi sentimenti positivi né negativi. Quando ripeti le frasi, anche se sarà più difficile rispetto alle persone a cui hai pensato in precedenza, augura a questa persona benessere e protezione.

L’ultima fase, forse la più complicata, consiste nel pensare a qualcuno per cui provi sentimenti di ostilità o risentimenti dal passato. Concentrandoti al massimo sul calore emanato dal tuo cuore, ripeti le frasi per questa persona. Se incontri difficoltà nel farlo, puoi anteporre la frase: “Al meglio delle mie possibilità, desidero che lui/lei possa…”.
Se inizi a sentirti male e non riesci a proseguire, torna a focalizzare la tua attenzione sul mentore e riparti da lì. Riprova tutte le volte che ti è necessario fino ad arrivare a provare benevolenza anche verso l’ultima persona.

Lascia che le frasi si diffondano e risuonino attraverso tutto il corpo, la mente e il cuore.
Dopo l’ultima, difficile persona, irradia la gentilezza amorevole a tutti gli esseri viventi. Le frasi tradizionali per chiudere la meditazione sono queste:
Che tutti gli esseri siano sicuri, felici, sani, vivano gioiosamente.
Possano tutti gli individui essere felici e liberi.

Metta : La mia esperienza

Ho praticato e pratico ancora Metta, adesso soprattutto quando sto male , quando sono arrabbiata, quando provo un dolore.

Come la maggior parte delle persone , non appena mi accorgevo di qualcosa di spiacevole e doloroso , cercavo di fuggire. Praticando Metta ho capito che questo atteggiamento non risolve il problema : cercando distrazioni non riusciamo a capire la vera origine delle nostre sofferenze. 

Metta ti permette di riconoscere che esiste un dolore , una sofferenza, un disagio, e poi ci porta verso quello che vogliamo fuggire, affrontandolo . Solo così lo risolveremo alla radice una volta per tutte. 

Non è facile e non lo è stato … non lo è neanche  ancora.

Ma sviluppando un atteggiamento più amichevole e pacifico verso l’esperienza negativa o spiacevole , possiamo cambiare il nostro modo abituale di relazionarci ad essa. Proviamo a non reagire all’istinto  in modo automatico , smettiamo di giudicare e proviamo a comprendere. Sicuramente con il tempo emergerà ciò che realmente siamo e capiremo che noi non siamo una semplice risposta agli stimoli provenienti dall’esterno.

 

 

 

 

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